tutto settembre non basta per la buona scuola. Alunni senza insegnanti in migliaia di scuole

 

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E’ il 3 ottobre e a più di un mese dall’avvio, in alcune province non si sono ancora concluse le operazioni di assegnazione e utilizzazione provvisoria, eseguite manualmente dal personale amministrativo delle USP e per il quale non è stato predisposto alcun algoritmo.

Mi chiedo come sia possibile che fanno un mega algoritmo per immettere in ruolo 70.000 docenti in giro per lo stivale e per farli tornare a casa non esiste un software semplice semplice, che faccia tutto il lavoro fatto a mano in un mese dalle tante USP d’Italia, in contemporanea, per fare tornare le persone a casa e dare subito gli insegnanti agli alunni.

L’anno scolastico è cominciato già da tre settimane e questa gestione di avvio d’anno non è conosciuta dalla maggior parte della popolazione italiana, che ignora il balletto di insegnanti da una sede d’Italia all’altra.

Le trasferte dei colleghi sono iniziate il 31 agosto per permettere le prese di servizio nelle scuole di titolarità. Da allora, spese di sussistenza, pernottamento e di viaggi a/r e si aggiungono ad uno stato di totale incertezza circa il futuro di intere famiglie, che attendono le pubblicazioni di graduatorie per usufruire del diritto di ricongiungersi tra loro. Un ritardo di questo tipo è imperdonabile. Il fatto che ci siano centinaia, se non migliaia di lavoratori, che nonostante abbiano situazioni familiari gravi, non possano ottenere il ricongiungimento familiare, è inaccettabile.

Certo che in un qualsiasi altro Paese una gestione così disarticolata determinerebbe una ondata di proteste di cittadini e lavoratori e uno scandalo che investirebbe governo, ministri e solleverebbe un dibattito parlamentare tra le forze politiche di governo e di opposizione. Invece il nulla.

La verità è che di scuola non ne capisce nulla la maggior parte dei politici italiani. Pochi i giornalisti competenti. Le informazioni sono gestite in modo approssimativo anche dagli stessi sindacati, senza una complessiva organicità.

Tutto questo deriva dalla mancanza di una visione d’insieme del numero di posti disponibili, legata al disinteresse della politica, ma anche della nostra stessa categoria, che riesce a risvegliarsi soltanto quando il proprio interesse personale viene colpito.

Serve allora una partecipazione più attenta e tesa alla raccolta delle informazioni che sono alla base della difesa dei nostri diritti. Sarebbe molto importante riuscire a ottenere e quindi successivamente pubblicare sul sito di ODS, (oppure ovunque sia visibile) l’elenco dei posti disponibili per singola classe di concorso o per singola categoria del sostegno, provincia per provincia e scuola per scuola, al fine di conoscere realmente quale siano le richieste e le necessità di docenti in quella determinata provincia.

Allo stesso tempo sarebbe opportuno conoscere i dati di quanti hanno quest’anno chiesto di rientrare nella propria provincia, in modo da capire che differenza ci sia tra le disponibilità e le richieste che erano state effettuate. Informazioni che manco il Miur possiede!!!

Se siamo in grado di conoscere ogni cosa sulla singola classe di concorso allora sarebbe opportuno costruire una tabella che riassuma

nella prima colonna la sede,

nella seconda colonna i posti complessivamente autorizzati,

nella terza quelli effettivamente ricoperti di ruolo,

nella quarta quelli ricoperti in utilizzazione,

nella quinta quelli in assegnazione

e nella sesta il numero di richieste di trasferimento non soddisfatte.

Se si riuscissimo a realizzare dei piccoli gruppi studio per singola classe di concorso faremmo un grande servizio per tutti. Provincia per provincia.

In attesa che il Tar del Lazio si esprima sul merito del ricorso contro le ingiustizie permesse dalla 107 e dai successivi accordi sindacali, sarebbe opportuno e auspicabile che ci sia una nuova fase di mobilità straordinaria legata ad un unico criterio oggettivamente accettabile, eliminando il vincolo triennale del contratto.

Le uniche priorità che possono essere accettate sono quelle relative alla 104, dopodiché ognuno deve potere tornare nella propria provincia richiesta sulla base di un punteggio frutto degli anni di servizio e dei titoli accumulati durante gli anni. Inaccettabile, infatti, sono la priorità data agli ante 2014/2015 e agli idonei del concorso a cui auguriamo comunque di poter e permanere nella propria provincia sulla base del fatto che i posti potrebbero essere sufficienti per tutti.

Quello che rimane inaccettabile é che il sistema scuola italiano debba dipendere da fattori finanziari ed economici e non dalle reali esigenze dell’utenza e del popolo italiano. Le distinzioni tra organico di diritto e organico di fatto sono stati funzionali ad una amministrazione che ha il suo centro al MEF e non al MIUR. Ancora piu grave se pensiamo alle “invenzioni” dei posti in deroga, mai sanciti dalla legge e strumento di mortificazione dei diritti dei disabili e degli stessi docenti.

Per tutti coloro che non riusciranno a tornare nella propria terra abbiamo l’obbligo di impegnarci. Sono ancora tante le cose che possiamo fare.
  1. Non consentire il superamento dei limiti fissati per legge di alunni per aula, specie in presenza di alunni disabili.
  2. Applicare il diritto ad avere l’insegnante di sostegno per le ore previste in linea con la gravità certificata.
  3. Recuperare i posti illegittimamente tagliati dalla Gelmini e su cui il Miur è stato condannato e commissariato.
  4. Non fare più concorsi propaganda sino a quando tutti i precari trovino stabilizzazione.
  5. Trasformare i posti in deroga del sostegno in organico di diritto assicurando la continuità didattica e quindi eliminando  cosi il vincolo triennale.

Per ognuno di questi obiettivi serve una partecipazione diretta. Un impegno concreto.

Credere che i sindacati siano inutili fa comodo a chi ci governa (male), ma si deve anche saper scegliere. I sindacalisti a noi vicini, nel nostro territorio non sono gli stessi che ci rappresentano a Roma. Quindi tenendo bene in memoria che tipo di accordi sono stati firmati, siate promotori di innovazione dentro i sindacati tradizionali o avvicinatevi ai sindacati di base.

Ods non è un sindacato, ma sarà sempre strumento di indagine e di tutela dei diritti. Non delegate, ma partecipate. Speciale abbraccio a tutti i nostri colleghi rimasti ancora sospesi in terre lontane. Soprattutto a voi dico che sono possibili i ricorsi ai giudici del lavoro, anche se non avete partecipato ai ricorsi al Tar o al Presidente della Repubblica, potete fare leva sulla sospensiva data dal TAR. Non mollate. Buona domenica e buona stagione di lotte a tutti.