PIATTAFORMA PROGRAMMATICA INSEGNANTI SICILIANI

Il presente documento contiene le istanze di migliaia di docenti appartenenti a gruppi e comitati nati spontaneamente che vivono gli effetti del piano assunzioni previste dalla legge 107/2015 e degli algoritmi che hanno erroneamente influenzato la mobilità. Docenti del Sud Italia che svolgono il proprio lavoro al Nord ed appartenenti alle assunzioni:

  • in ruolo ante 2014,
  • in ruolo 2015, fase zero, fase A, fase B e Fase C;
  • in ruolo 2015 e 2016 Graduatorie di Merito,

I Docenti siciliani protestano contro gli effetti di una legge “propaganda” che ha trasformato tante promesse in migliaia di SLOGAN ad effetto per i “non addetti ai lavori”, una legge che nella realtà ha devastato il mondo della scuola che era basato su punteggi oggettivi perché frutto di anzianità di servizio e titoli, graduatorie provinciali e regionali.

La Buona Scuola ha creato una serie infinita di figli e figliastri, individuati tramite criteri partoriti da chi aveva in mente il bacino di voti più che il corretto e giusto funzionamento delle sacrosante assunzioni prima, e della mobilità straordinaria dopo.

Migliaia di Docenti che per anni avevano lavorato in virtù dei loro alti punteggi e dei loro titoli nella loro provincia, si sono visti assumere in ruolo a migliaia di chilometri senza alcun criterio logico, la maggior parte delle volte andando a ricoprire cattedre sulle quali non avevano mai lavorato un solo giorno e vedendosi negata la possibilità di continuare a ricoprire invece i posti sui quali avevano da sempre lavorato.

L’atteggiamento omissivo da parte del MIUR non permette l’esercizio del diritto di controllo perché risulta estremamente difficile riconoscere le ricadute degli errori comprovati su tutti i componenti delle graduatorie di mobilità.

Nel corso degli ultimi anni, a causa di una politica di tagli del Governo centrale in Sicilia, e nelle altre regioni meridionali, si è verificata una rilevante riduzione del tempo scuola che ha portato a due conseguenze drammatiche:, da un lato, la riduzione della qualità del servizio e di quell’offerta formativa necessaria per una terra che ha bisogno di riscattarsi socialmente ed economicamente; dall’altro lato, la riduzione dell’organico, che ha impedito a chi era fuori regione di rientrare e alle GaE di scorrere per le assunzioni come nelle altre regioni dove, invece, molto spesso, si sono del tutto esaurite grazie all’adozione di un modello di scuola efficiente (30/36/40 ore alla scuola primaria e infanzia e tempo prolungato), quasi inesistente al Sud.

I Docenti hanno manifestato e continuano a manifestare contro la Buona Scuola con una partecipazione massiccia sin dagli scioperi della primavera 2015.

Abbiamo contestato l’impianto generale perché illegittimo e incostituzionale.

Abbiamo, prima ancora che l’algoritmo della mobilità generasse i suoi errori e venisse appurata il suo malfunzionamento da una commissione tecnica, fatto ricorso al TAR del Lazio e al Presidente della Repubblica.

Adesso siamo in attesa delle sentenze dei giudici del lavoro. Alcune migliaia sono state già accolte permettendo agli stessi insegnanti di rientrare.

Posto che la famiglia è il nucleo fondamentale della società che merita di essere preservato tutelato e promosso; che gli effetti della normativa di cui sopra sono idonei a minarne la solidità con inevitabili ripercussioni in ordine alla sua stabilità e a quella dei suoi componenti;

Ritenuto che la Costituzione Italiana riconosce il diritto dovere alla genitorialità oltre che quello alla famiglia;

Ritenuto che la costituzione italiana espressamente dispone l’obbligo in capo ai genitori di “istruire ed educare i figli”:

Valutato che quanto sopra appare difficilmente realizzabile in ragione dell’allontanamento “coatto” che obbliga gli insegnanti, anche in età matura di abbandonare il proprio luogo e la sede naturale della propria famiglia al fine di esercitare il diritto al lavoro;

Tenuto conto, in oltre, del profilo economico finanziario che, nel caso di specie, è profondamente coinvolto stante il fatto che ciascuna famiglia è costretta a sostenere spese familiari raddoppiate per l’alloggio e il sostentamento presso le sedi del nord Italia;

Quanto sopra, inoltre, genera un ulteriore impoverimento del sud Italia poiché le risorse a disposizione degli insegnanti vengono interamente impiegate nel proprio sostentamento “fuori sede”;

Per quanto sopra esposto

Chiediamo

il Suo intervento e del gruppo politico che Ella rappresenta, affinché siano intraprese dal MIUR, tutte le soluzioni possibili per l’attuazione di un organico ed urgente piano di rientro degli insegnanti delocalizzati al nord, anche attraverso la formazione di un tavolo tecnico al Miur con una rappresentanza di docenti in mobilità.

Un piano di rientro definitivo da realizzare entro la fine del prossimo anno scolastico per tutti i docenti assunti fuori dalla propria regione con emendamenti da presentare dentro la Legge di Bilancio.

  • La trasformazione di tutti i posti in deroga sul sostegno (non stabili ma necessari alla scuola ogni anno) in posti di diritto (cioè stabili). In Sicilia i posti in deroga sono 5.500 su un totale di 17.000. Ciò è alla base della discontinuità didattica sugli alunni con disabilità. Tale trasformazione permetterebbe il rientro di tutti i duemila insegnanti specializzati assunti fuori regione, la piena occupazione dei settecento insegnanti specializzati ancora presenti nelle graduatorie dei precari e l’arruolamento dei 1200 insegnanti specializzandi nei corsi di Palermo, Enna, Messina e Catania.
  • Allineare i posti di sostegno in funzione del rispetto della 104 superando l’attuale indicazione del rapporto 1:2 o 1:4 per art. 3.3 e 3.1, evitando che lo Stato continui a pagare per effetto delle sentenze dei Tribunali in conseguenza dei ricorsi delle famiglie degli alunni disabili (in dieci anni danno erariale di 700 milioni in Italia).
  • Consentire la possibilità di ricoprire in assegnazione provvisoria i posti di sostegno in deroga anche attraverso un contemporaneo percorso di riconversione;
  • Rispetto del limite massimo di 20 alunni per ogni sezione/classe se al suo interno è presente un bambino con disabilità grave;
  • Realizzare un piano di assunzioni al fine di favorire la centralità della scuola nel processo di accoglienza e di inclusione dei migranti in arrivo nella nostra Terra, anche attraverso piani concordati con l’Unione europea.
  • Il superamento del doppio regime di titolarità su ambito /scuola a favore della titolarità su scuola per tutti e ritorno al sistema meritocratico del punteggio maturato
  • Trasformare l’organico di fatto in organico di diritto per tutte le classi di concorso e permettere contestualmente il passaggio di cattedra per classi di concorso affini.
  • Ripristino compresenze, tempo scuola e materie soppresse dalla riforma Gelmini. Ampliare i quadri orario delle discipline di insegnamento, superando di fatto la riduzione imposta dalla riforma Gelmini. Recuperare i posti ottenuti tramite ricorso da parte di varie OOSS contro i tagli effettuati illegittimamente dal Ministro Gelmini (specie ITP) e per il quale il MIUR è stato commissariato.
  • Rispetto delle finalità e utilizzo didattico del POTENZIAMENTO contro la pratica del “tappabuchismo”.
  • Ampliare il tempo scuola (prolungato, 30/36/40 ore) per offrire maggiori opportunità formative alle giovani generazioni, in una terra dove è opportuno coltivare valori di legalità, onestà e trasparenza con più incisività soprattutto in quelle realtà dove recluta la criminalità organizzata. E’assolutamente inaccettabile che le uniche regioni a pagare le conseguenze di una iniqua scelta di carattere politico, siano quelle del Sud dove tanto per fare un esempio banale le scuole primarie hanno un tempo Pieno pari al 4% mentre al nord hanno fino al 90%, così come non esiste Tempo Prolungato con ricadute importanti sull’offerta formativa in territori ad alto rischio di illegalità, dispersione etc. mentre la scuola dell’Infanzia è principalmente affidata alle iniziative private e non risponde alle richieste delle famiglie.

Tempo pieno: Nelle scuole a tempo pieno gli alunni frequentano per 40 ore settimanali, distribuite in cinque giorni. Le otto ore della giornata comprendono intervalli e tempo mensa, durante le quali i bambini pranzano insieme seguiti dalle proprie insegnanti.  Ogni classe è seguita da due insegnanti (doppio organico) che nella “contitolarità” condividono le responsabilità educative, questi lavorano in team, possono essere presenti contemporaneamente per alcune ore, elaborano un progetto didattico-educativo unitario, programmano insieme l’attività didattica   possono essere affiancati anche da colleghi specialisti (es. di lingua inglese).  Altro aspetto da tenere in considerazione è la valenza del tempo pieno nella lotta al fenomeno della dispersione scolastica, incidente in maggiore misura proprio in quelle zone del Sud dove la scuola non riesce a trovare spazi e tempi più lunghi a disposizione degli alunni e delle loro famiglie. 

  • Assicurare una presenza maggiore di scuola nelle carceri
  • Istituire un numero maggiore di sezioni per l’infanzia perché da lì nascono le pari opportunità
  • Garantire il diritto allo studio, facendo leva sulla normativa sulla sicurezza, individuando un numero massimo di studenti per aula in modo da permettere, entro i termini di legge, di autorizzare più classi e quindi più posti per gli insegnanti.
  • Utilizzare i docenti, in possesso delle dovute abilitazioni e superato l’anno di prova, anche per altri ordini e gradi, anche i docenti di sostegno con titolo polivalente su un solo ordine
  • Chiarire termini e criteri per la definizione del PTOF e del conseguente organico del potenziamento, dal quale potrebbero essere autorizzati altri posti per attività di coordinamento di progetti di reti scolastiche insieme a USR e AT
  • Incentivare l’ora alternativa alla religione cattolica.
  • Diritto ad assegnazioni provvisorie ed utilizzazioni annuali con possibilità di indicare per il ricongiungimento più di una provincia in subordine  a quella di residenza (come avvenuto già lo scorso anno per gli idonei inseriti in graduatoria di merito).
  • Lavorare sugli spezzoni per formare quante più cattedre possibili, permettendo anche la costituzione di cattedre su tre plessi anziché solo su due.
  • Istituire una convenzione con compagnie aeree da parte dello Stato per Docenti fuori sede.
  • Rendere possibile uno sgravio fiscale dell’affitto nelle sedi del nord per Docenti fuori sede.
  • Attivazione di un piano di ammissione in ruolo pluriennale con indizione di nuovi concorsi solo a conclusione del piano di rientro e dei trasferimenti per mobilità, per le disponibilità che ne conseguiranno nel post trasferimenti;
  • l’applicazione di una delle deleghe della L.107 per la promozione dell’arte alle scuole della provincia;
  • il ripristino delle ore di musica di storia dell’arte e di diritto tagliate dalla riforma Gelmini