RICORSO DINANZI AL COMPETENTE T.A.R. PER LA TRASFORMAZIONE TOTALE DEI POSTI IN DEROGA IN ORGANICO DI DIRITTO.

Osservatorio Diritti Scuola, chiede ai genitori siciliani di alunni disabili, privati fino ad oggi della condizione necessaria a garantire la fondamentale continuità didattica sul sostegno e agli insegnanti siciliani, specializzati sul sostegno titolari su sedi lontane dal luogo di residenza, ma assegnati su posti in deroga, così come a tutti gli insegnanti specializzati inseriti in GAE delle province siciliane o in Graduatorie d’Istituto, di aderire ad ODS versando un contributo volontario di 30 euro, al fine di partecipare gratuitamente al promuovendo RICORSO DINANZI AL COMPETENTE T.A.R. PER LA TRASFORMAZIONE TOTALE DEI POSTI IN DEROGA, ASSEGNATI DALL’U.S.R. SICILIA IN DATA 10.08.2016, IN ORGANICO DI DIRITTO.

Negli ultimi dieci anni scolastici, ossia sin dal 2007, migliaia di sentenze emesse dal T.A.R. di Palermo e di Catania hanno visto condannato il M.I.U.R. al risarcimento dei danni per la mancata, ovvero, ridotta attribuzione delle ore di sostegno scolastico agli alunni disabili.

Nel 100% dei casi, i ricorsi promossi dalle famiglie per ottenere l’insegnante di sostegno, in sintonia con quanto disposto dal Gruppo misto, dal P.E.I. e dalla certificazione sanitaria rilasciata dal neuropsichiatra dell’A.S.P. che attesta la disabilità, hanno ottenuto un esito positivo.

Ogni sentenza di condanna pronunciata dai Giudici amministrativi comporta un danno patrimoniale, a carico del Ministero e quindi dei Contribuenti italiani, pari a 4.000 euro circa. La spesa del solo anno appena trascorso è ammontata, ad esempio, a circa 2 milioni e mezzo di euro (stima per difetto) per la sola provincia di Palermo.

Stando così le cose, non si può comprendere quale ratio possa giustificare la condotta di un’Amministrazione statale che costringe le famiglie ad adire le costose vie legali, con gli effetti di aumentare il già cospicuo carico di procedimenti pendenti presso i T.A.R., di depauperare le già povere casse erariali (perché il Ministero è risultato sempre soccombente) e, soprattutto, di negare un diritto fondamentale costituzionalmente garantito.

Nonostante la popolazione degli alunni disabili sia notevolmente cresciuta in questi anni, vige ancora un limite invalicabile, fissato nell’anno 2007 dal M.I.U.R., che ha autorizzato, per l’intera Regione Sicilia, appena 11.430 posti per il sostegno, assolutamente inadeguati alle reali esigenze degli alunni disabili.

A seguito di questa “anomalia”, soprattutto gli Uffici Scolastici Regionali delle del Sud Italia hanno disposto l’assegnazione di migliaia di posti cosiddetti in DEROGA al detto vincolo dettato dal M.I.U.R. di concerto con il M.E.F.; MIUR che, peraltro, ha pure autorizzato in Sicilia, durante il corrente anno scolastico 2016/17, circa 700 posti in meno degli 11.430 posti assegnati negli ultimi 8 anni.

Al fine di garantire l’osservanza delle disposizioni della L. n. 104/1992 e della sentenza della Corte Costituzionale n. 80 del 26.02.2010, che ha ribadito il diritto fondamentale del disabile all’istruzione la cui fruizione va assicurata attraverso misure di integrazione e sostegno idonee, l’U.S.R. Sicilia in data 10.08.2016 ha emanato il seguente decreto (MIUR.AOODRSI.REGISTRO UFFICIALE(U).0014790.10-08-2016) :

regione_sicilia_-__4606_posti_di_sostegno_in_deroga_as_2016-17

attraverso il quale ha disposto  l’assegnazione agli Uffici degli Ambiti Territoriali della Sicilia di n. 4.606 posti di sostegno.

Analogamente hanno fatto altri USR di tutte le regioni del Sud Italia, per un totale di circa 25.000 posti in deroga.

Questo avviene, con ogni evidenza, NON per venire incontro alle esigenze degli insegnanti, che già da precari hanno prestato servizio sulla base di incarichi annuali per decenni nelle loro terre, ma perché i posti nelle Regioni del Sud Italia esistono, perché lì vivono gli alunni disabili, quelli più deboli e sulle spalle dei quali lo Stato sino ad oggi ha voluto tristemente fare cassa.

Infatti, i posti in deroga sono posti occupabili soltanto di anno in anno e per farli transitare in un organico di diritto è necessaria una copertura finanziaria di circa 300 milioni di euro, ovverosia la stessa somma di denaro sborsata già dallo Stato per spese legali e risarcimento dei danni in favore delle famiglie dei disabili, che nel corso di questi anni hanno dovuto ricorrere ai Tribunali Amministrativi per vedersi riconoscere un diritto sancito dalla Costituzione.

Questa è la “ragione”(???!!!) contenuta nella L. 107/2015, detta Buona Scuola, che ha determinato l’esodo immotivato di migliaia di docenti meridionali spediti in posti di ruolo, perché i posti del Nord sono nell’organico di diritto (e NON IN DEROGA).

E’ configurabile, quindi, una vera e propria inadempienza a carico del M.I.U.R., che per ragioni di cassa preferisce non concedere posti di sostegno in organico di diritto al Sud, dandogli un nome piacevole di “posti in deroga”, quasi fosse una gentil concessione governativa, che annualmente sovraccarica di lavoro inutile e gravoso il personale degli Uffici Scolastici Provinciali, costretti a provvedere sulle numerose richieste di assegnazione provvisoria formulate da incolpevoli docenti incaricati al Nord, che fanno valere un loro diritto, cioè di lavorare, essendoci i posti, accanto alle loro famiglie.

E’ dunque nostro intento, in questa sede, sollevare la questione politica per superare una criticità sconveniente per tutti, genitori di disabili e docenti, ma anche per iniziare un percorso di sensibilizzazione e di informazione volto a raggiungere il più alto numero di famiglie e di cittadini, perché un tecnicismo chiarito e spiegato faccia comprendere le ragioni della rabbia di una intera categoria, maltrattata dalla stampa e dai media nazionali, disposti a farci raccontare solo le lagnanze di chi ha ottenuto un “posto sicuro” al nord.

In caso di un favorevole accoglimento delle nostre richieste, poiché nessuna legge disciplina l’attribuzione dei cosiddetti posti in deroga e dimostrando che il numero dei posti in deroga ha raggiunto un livello pari a più del 35% del totale dei posti necessari,  i docenti siciliani potranno finalmente usufruire di posti che saranno loro attribuiti definitivamente e che consentiranno agli alunni di esercitare il pieno diritto alla L. 104/92 in sintonia con la tanto menzionata, ma mai assicurata, continuità didattica.

Il ricorso sarà curato dagli Avvocati del Foro di Palermo, Rosanna Mangiapane e Walter Miceli e dall’avv. Maurizio Benincasa del Foro di Catania. Le spese per il ricorso saranno a totale carico di Osservatorio Diritti Scuola.

Per partecipare al ricorso bisogna aderire a ODS e rilasciare la procura agli avvocati, allegando i documenti in appresso indicati

lettera-per-trasmissione-documenti-23092016

procura-avv-mangiapane-sostegno-1

scheda-docente

scheda-adesione-al-ricorso-ods-sostegno-1

TUTTE LE SPESE LEGALI PER IL RICORSO SONO A CARICO DI ODS

I nostri uffici legali raccoglieranno la Vostra documentazione e il mandato per aderire al ricorso, entro la data del 14 ottobre 2017.

 

Lo scrivente ha in programma una serie di incontri nelle diversi città italiane. Il programma degli incontri sarà pubblicato nei prossimi giorni.